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La nausea, Jean-Paul Sartre

la nausea, jean-paul sartre

La misantropia non è altro che una dissonanza necessaria all'armonia dell'insieme. 

Jean-Paul Sartre, La nausea 

Diario filosofico più che un vero e proprio romanzo, La nausea è stata una lettura un po’ pesante e faticosa, difficile da seguire a causa della difficoltà di delineare una vera e propria trama (da qui il tempo impiegato per leggerlo) ma, a livello di sensazioni e riflessioni, davvero molto interessante. 

La nausea. Tutti conosciamo questa fastidiosa sensazione, sintomo di una qualche indisposizione. Qui essa mantiene questo suo significato ma lo traspone a una dimensione superiore: è un malessere più psicologico che fisico, un malessere nei confronti dell’esistenza e del mondo, un disgusto per ciò che ci circonda e in cui siamo costretti a vivere.

Felici i felici, Yasmina Reza

felici i felici, yasmina reza

Felici gli amati e gli amanti e coloro che possono fare a meno dell'amore. Felici i felici. 

Jorge Luis Borges 

Felici i felici è un romanzo corale, un caleidoscopio di voci diverse che, episodio dopo episodio, si sfiorano, si intrecciano, mettendo a nudo quella che è la vita di tutti i giorni. 

Discussioni e litigi, incontri inaspettati o cercati, scheletri nell’armadio sono gli ingredienti di queste storie, ventuno episodi diversi legati da un unico filo conduttore: la malinconia.

Il ballo, Irène Némirovsky

il ballo, irène némirovsky

«Vorrei morire; Dio fa' che io muoia… Dio mio, Madonnina, perché mi ha fatta nascere tra loro? Puniteli, vi prego… Puniteli una volta e poi muoio in pace…» 

Irène Némirovsky, Il ballo 

Un concentrato di egoismo, rabbia e vendetta, questo in poche parole è Il ballo, romanzo breve/racconto lungo che Irène Némirovsky ha scritto, di getto, tra un capitolo e l’altro di David Golder

Le pagine sono poche e l’azione si svolge velocemente ma l’intensità delle emozioni che traspare è tale da lasciare davvero senza fiato!

Le relazioni pericolose, Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos

le relazioni pericolose, pierre-ambroise-françois choderlos de laclos

Quando feci l'ingresso in società avevo quindici anni; e io già sapevo che il ruolo a cui ero condannata, vale a dire stare zitta ed obbedire ciecamente, mi dava l'opportunità ideale di ascoltare e di osservare. Non quello che mi dicevano, che non era di nessun interesse, ma tutto quello che la gente cercava di nascondere; ed ho esercitato il "distacco". Imparai a sembrare allegra, mentre sotto la tavola mi piantavo una forchetta nel palmo della mano e finii per diventare una "virtuosa nell'inganno". Non era il piacere che cercavo, era la conoscenza; e consultavo i più rigidi moralisti, per la scienza dell'apparire, i filosofi, per sapere cosa pensare, e i romanzieri, per capire come cavarmela; e alla fine io ho distillato il tutto, in un principio meravigliosamente semplice: "vincere o morire". 

Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, Le relazioni pericolose 

Non ho una grande passione per i romanzi epistolari (Ultime lettere di Jacopo Ortis lo abbandonai per la noia dopo poche missive) ma di Le relazioni pericolose mi hanno incuriosito i temi trattati in relazione al periodo in cui è ambientato. Inoltre, coi classici francesi di solito vado a colpo sicuro e l’averlo trovato in offerta sul Kindle Store mi ha definitivamente convinto a dargli una possibilità!

Notre-Dame de Paris, Victor Hugo

notre-dame de paris, victor hugo

Trecentoquarantotto anni, sei mesi e diciannove giorni or sono, i Parigini si svegliarono al frastuono di tutte le campane che suonavano a distesa nella triplice cintà della Città Vecchia, dell'Università e della Città Nuova.
Il 6 gennaio 1482 non è tuttavia un giorno di cui la storia abbia serbato il ricordo.

Victor Hugo, Notre-Dame de Paris, INCIPIT 

Avevo questo libro sul Kindle da più di un anno e solo l’altra settimana, dopo esser nuovamente caduto vittima di una grave forma di notre-dame-de-paris-musical-mania (ogni tanto mi succede), mi sono finalmente deciso a leggerlo. 

Ora che l’ho fatto mi sorge solo una domanda: perché diavolo non l’ho letto prima?

Suite francese, Irène Némirovsky

suite francese, irène némirovsky

Farà caldo stanotte, pensavano i parigini. Aria di primavera. Notte di guerra, l'allarme. Ma la notte svanisce, la guerra è lontana. Quelli che non dormivano, i malati nei loro letti, le madri con i figli al fronte, le donne innamorate con gli occhi inariditi dalle lacrime, udivano il primo gemito della sirena. 

Irène Némirovsky, Suite francese, INCIPIT 

Un anno fa, proprio in questo periodo, stavo leggendo sul Kindle Suite francese. Fu il mio primo libro della Némirovsky, scrittrice di cui all’epoca non sapevo ancora nulla. 

Nelle intenzioni dell’autrice Suite francese doveva essere una lunga sinfonia in cinque movimenti, sulla scia delle grandi composizioni musicali. Purtroppo però si tratta di un’opera incompiuta: nel luglio del 1942 la scrittrice (ebrea convertita al cattolicesimo) viene deportata ad Auschwitz, dove morrà un mese dopo.

David Golder, Irène Némirovsky

david golder, irène némirovsky

Uomo d’affari senza scrupoli, i cui unici interessi sono il denaro, il denaro e… il denaro, David Golder è ora un vecchio al tramonto di una vita passata in giro per il mondo a trattare di petrolio e carbone. Impegnato com’era negli affari non ha mai avuto tempo per gli affetti e vive una relazione conflittuale con una moglie che non lo ama e una figlia che forse non è neanche sua. 

Già dalle prime pagine capiamo molto della persona di Golder: è un uomo freddo e deciso, un calcolatore spietato privo di qualsiasi barlume di coscienza ma è anche un uomo molto solo.

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Alessandro

Programmatore back-end, la lettura e la musica sono le mie passioni. Scrittori preferiti Saramago e Poe, in fissa con Pink Floyd, Opeth e iamthemorning.

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Fotografa per passione, adoro passeggiare in mezza alla natura con la mia reflex e scattare un sacco di foto a luoghi e paesaggi. Oltre che leggere ovviamente!

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