Post con tag feltrinelli
Il buio oltre la siepe, Harper Lee 28 aprile 2018
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Da quando l’avevo comprato a quando mi sono finalmente deciso a leggerlo sono passati quasi due anni e ora, a un paio di mesi dalla lettura, mi chiedo perché abbia aspettato tanto: Il buio oltre la siepe è un libro meraviglioso, uno di quei libri che ti colpiscono dentro e che non riesci a toglierti dalla testa. 

Pubblicato nel 1960, fu subito un enorme successo (vinse il Pulitzer per la narrativa l’anno successivo) ma paradossalmente attirò anche un sacco di critiche e accuse di razzismo, soprattutto dagli ambienti più conservatori. Dico paradossalmente perché accusare di razzismo un libro come Il buio oltre la siepe significa solo tanta (tanta!) ignoranza.

Pubblicato da Alessandro

La zattera di pietra, José Saramago 20 gennaio 2018
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Chi segue questo sito da un po’ ormai dovrebbe sapere quanto io adori Saramago (per i nuovi e i distratti faccio un breve riassunto: smodatamente!) Pian piano sto cercando di leggere tutti i suoi romanzi e presto o tardi dovrò rassegnarmi al fatto che li esaurirò :-( 

La zattera di pietra è il mio dodicesimo Saramago ed è il libro con cui ho inaugurato il 2018. 

Piccola nota di contorno: se non vado errato La zattera di pietra era il cartaceo più vecchio ancora presente nella pila (quasi esaurita!) degli acquistati-e-non-ancora-letti, wow!

Pubblicato da Alessandro

Lucernario, José Saramago 2 aprile 2017
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Scritto tra la fine degli anni quaranta e l’inizio dei cinquanta ma pubblicato solo nel 2011, a un anno dalla scomparsa dell’autore, Lucernario è il secondo romanzo di José Saramago. Perduto (o silenziosamente censurato?) dalla casa editrice, è miracolosamente ricomparso solo nel 1999, durante un trasloco. 

A scriverlo fu un Saramago giovanissimo e si vede, la forma infatti è molto diversa da quella a cui ci ha abituato in romanzi come Memoriale del convento o Cecità: la punteggiatura è ancora tutta al suo posto, dialoghi e descrizioni sono ben distinti e mancano le sue caratteristiche “intrusioni” e divagazioni. Nonostante questo Lucernario è comunque un romanzo particolare.

Pubblicato da Alessandro

Cari mostri, Stefano Benni 5 marzo 2017
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Generalmente sono un grande appassionato di racconti (adoro in particolare le storie brevi di Edgar Allan Poe, P.K. Dick e H.P. Lovecraft) ma Cari mostri non mi ha del tutto convinto. Non che quello di Stefano Benni sia un brutto libro, ho letto di peggio, ma terminata la lettura nella mia testa c’era solo un grande “mah…“ 

Cari mostri lo scelsi un po’ a caso tra vari Feltrinelli in promozione, l’idea era di portare sotto l’ombrellone qualcosa di diverso dal solito (il fatto poi che l’abbia letto solo un mese fa è un dettaglio irrilevante!) Ad attirare la mia attenzione fu lo splendido disegno in copertina, davvero suggestivo e particolare (i colori, le ombre… tutto fantastico!) Peccato che non sia tutto oro quello che luccica…

Pubblicato da Alessandro

Alabarde alabarde, José Saramago 5 gennaio 2017
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È possibile, chissà, che magari io scriva un altro libro. 

Pubblicato postumo nel 2014, Alabarde alabarde è il libro a cui Saramago stava lavorando prima di morire. 

L’idea alla base di questo romanzo nasce da una domanda che da tempo lo assillava: perché non si è mai avuta notizia di uno sciopero nell’industria degli armamenti? 

Effettivamente è una domanda curiosa e, vedendo ciò a cui Saramago ci ha abituato, sono sicuro che ne sarebbe uscito qualcosa di davvero eccezionale!

Pubblicato da Alessandro

La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme, Hannah Arendt 29 giugno 2016
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Mese dopo mese vedo che la saggistica si sta guadagnando sempre più spazio tra le mie letture e non posso che esserne contento! 

L’ultima, cronologicamente parlando, è stata La banalità del male della giornalista Hannah Arendt, resoconto, originariamente pubblicato tra le colonne del The New Yorker, del processo ad Adolf Eichmann, gerarca nazista fuggito in Argentina dopo la fine della seconda guerra mondiale e scampato quindi al processo di Norimberga.

Pubblicato da Alessandro

L’uomo duplicato, José Saramago 13 giugno 2016
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L’uomo che è appena entrato nel negozio per noleggiare una videocassetta ha nella sua carta d’identità un nome tutt’altro che comune, di un sapore classico che il tempo ha reso stantio, niente di meno che Tertuliano Máximo Afonso. Il Máximo e l’Afonso, di applicazione piú corrente, riesce ancora ad ammetterli, a seconda, però, della disposizione di spirito in cui si trovi, ma il Tertuliano gli pesa come un macigno fin dal primo giorno in cui ha capito che l’infausto nome si prestava a essere pronunciato con un’ironia che poteva essere offensiva.

Da troppo tempo non leggevo qualcosa di Saramago, quasi un anno, la paura è sempre quella di restare senza più niente di suo da leggere! 

Nella mia/nostra libreria per fortuna ho ancora qualche titolo e, su consiglio della mia ragazza, questa volta la scelta è caduta su L'uomo duplicato, che gentilmente mi ha prestato 🙂

Pubblicato da Alessandro

Copia-e-incolla, Danny Wallace 7 dicembre 2015
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Una sera, una normalissima sera come tante altre, tornate a casa e trovate questo messaggio: 

Tom, 
me ne vado, ma non ti lascio. 
Tu continua come se fosse tutto normale. 
Con amore, 
Hayley 

Panico. Che cosa diavolo significa tutto questo? 

Essere lasciati non è mai una bella esperienza ma perlomeno si ha una certezza, quella della rottura. All’inizio fa male ma poi la si accetta e alla fine si arriva alla conclusione che è meglio che sia andata così. Penso sia capitato a tutti. Si chiude un capitolo della propria vita, archiviato e probabilmente presto dimenticato e si guarda al futuro. Ma com’è essere non lasciati?

Pubblicato da Alessandro

Le relazioni pericolose, Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos 2 novembre 2015
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Quando feci l’ingresso in società avevo quindici anni; e io già sapevo che il ruolo a cui ero condannata, vale a dire stare zitta ed obbedire ciecamente, mi dava l’opportunità ideale di ascoltare e di osservare. Non quello che mi dicevano, che non era di nessun interesse, ma tutto quello che la gente cercava di nascondere; ed ho esercitato il “distacco”. Imparai a sembrare allegra, mentre sotto la tavola mi piantavo una forchetta nel palmo della mano e finii per diventare una “virtuosa nell’inganno”. Non era il piacere che cercavo, era la conoscenza; e consultavo i più rigidi moralisti, per la scienza dell’apparire, i filosofi, per sapere cosa pensare, e i romanzieri, per capire come cavarmela; e alla fine io ho distillato il tutto, in un principio meravigliosamente semplice: “vincere o morire”. 

Non ho una grande passione per i romanzi epistolari (Ultime lettere di Jacopo Ortis lo abbandonai per la noia dopo poche missive) ma di Le relazioni pericolose mi hanno incuriosito i temi trattati in relazione al periodo in cui è ambientato. Inoltre, coi classici francesi di solito vado a colpo sicuro e l’averlo trovato in offerta sul Kindle Store mi ha definitivamente convinto a dargli una possibilità!

Pubblicato da Alessandro

Sostiene Pereira, Antonio Tabucchi 22 ottobre 2015
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Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il “Lisboa” aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte.

Sostiene Pereira è un libro meraviglioso, lo dico subito e senza tanti giri di parole. L’ho adorato pagina dopo pagina e mi è piaciuto veramente un sacco sia per lo stile che per i temi trattati ma soprattutto per il messaggio che l’autore vuole trasmettere.

Pubblicato da Alessandro

Chi siamo

Alessandro

Programmatore back-end, la lettura e la musica sono le mie passioni.

Scrittori preferiti Saramago, Poe e P.K. Dick; ossessionato da Pink Floyd, Opeth, iamthemorning e Schammasch (e troppi altri!)

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Elisa

Fotografa per passione, adoro passeggiare in mezza alla natura con la mia reflex e scattare un sacco di foto a luoghi e paesaggi. Oltre che leggere ovviamente!

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