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Lucernario, José Saramago

lucernario, josé saramago

Scritto tra la fine degli anni quaranta e l’inizio dei cinquanta ma pubblicato solo nel 2011, a un anno dalla scomparsa dell’autore, Lucernario è il secondo romanzo di José Saramago. Perduto (o silenziosamente censurato?) dalla casa editrice, è miracolosamente ricomparso solo nel 1999, durante un trasloco. 

A scriverlo fu un Saramago giovanissimo e si vede, la forma infatti è molto diversa da quella a cui ci ha abituato in romanzi come Memoriale del convento o Cecità: la punteggiatura è ancora tutta al suo posto, dialoghi e descrizioni sono ben distinti e mancano le sue caratteristiche “intrusioni” e divagazioni. Nonostante questo Lucernario è comunque un romanzo particolare.

Cari mostri, Stefano Benni

cari mostri, stefano benni

Generalmente sono un grande appassionato di racconti (adoro in particolare le storie brevi di Edgar Allan Poe, P.K. Dick e H.P. Lovecraft) ma Cari mostri non mi ha del tutto convinto. Non che quello di Stefano Benni sia un brutto libro, ho letto di peggio, ma terminata la lettura nella mia testa c’era solo un grande “mah…“ 

Cari mostri lo scelsi un po’ a caso tra vari Feltrinelli in promozione, l’idea era di portare sotto l’ombrellone qualcosa di diverso dal solito (il fatto poi che l’abbia letto solo un mese fa è un dettaglio irrilevante!) Ad attirare la mia attenzione fu lo splendido disegno in copertina, davvero suggestivo e particolare (i colori, le ombre… tutto fantastico!) Peccato che non sia tutto oro quello che luccica…

Alabarde alabarde, José Saramago

alabarde alabarde, josé saramago

È possibile, chissà, che magari io scriva un altro libro. 

José Saramago, 15 agosto 2009 

Pubblicato postumo nel 2014, Alabarde alabarde è il libro a cui Saramago stava lavorando prima di morire. 

L’idea alla base di questo romanzo nasce da una domanda che da tempo lo assillava: perché non si è mai avuta notizia di uno sciopero nell’industria degli armamenti? 

Effettivamente è una domanda curiosa e, vedendo ciò a cui Saramago ci ha abituato, sono sicuro che ne sarebbe uscito qualcosa di davvero eccezionale!

La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme, Hannah Arendt

la banalità del male: eichmann a gerusalemme, hannah arendt

Mese dopo mese vedo che la saggistica si sta guadagnando sempre più spazio tra le mie letture e non posso che esserne contento! 

L’ultima, cronologicamente parlando, è stata La banalità del male della giornalista Hannah Arendt, resoconto, originariamente pubblicato tra le colonne del The New Yorker, del processo ad Adolf Eichmann, gerarca nazista fuggito in Argentina dopo la fine della seconda guerra mondiale e scampato quindi al processo di Norimberga.

L’uomo duplicato, José Saramago

l’uomo duplicato, josé saramago

L'uomo che è appena entrato nel negozio per noleggiare una videocassetta ha nella sua carta d'identità un nome tutt'altro che comune, di un sapore classico che il tempo ha reso stantio, niente di meno che Tertuliano Máximo Afonso. Il Máximo e l'Afonso, di applicazione piú corrente, riesce ancora ad ammetterli, a seconda, però, della disposizione di spirito in cui si trovi, ma il Tertuliano gli pesa come un macigno fin dal primo giorno in cui ha capito che l'infausto nome si prestava a essere pronunciato con un'ironia che poteva essere offensiva.

José Saramago, L'uomo duplicato 

Da troppo tempo non leggevo qualcosa di Saramago, quasi un anno, la paura è sempre quella di restare senza più niente di suo da leggere! 

Nella mia/nostra libreria per fortuna ho ancora qualche titolo e, su consiglio della mia ragazza, questa volta la scelta è caduta su L’uomo duplicato, che gentilmente mi ha prestato :)

Copia-e-incolla, Danny Wallace

copia-e-incolla, danny wallace

Una sera, una normalissima sera come tante, tornate a casa e trovate questo messaggio: 

Tom, 
me ne vado, ma non ti lascio. 
Tu continua come se fosse tutto normale. 
Con amore, 
Hayley 

Shock. Panico. Che cosa diavolo significa tutto questo? 

Essere lasciati non è mai una bella esperienza ma perlomeno si ha una certezza, quella della rottura. All’inizio fa male ma poi la si accetta e alla fine si arriva alla conclusione che è meglio che sia andata così. Penso sia capitato a tutti. Si chiude un capitolo della propria vita, archiviato e probabilmente presto dimenticato e si guarda al futuro. Ma com’è essere non lasciati?

Le relazioni pericolose, Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos

le relazioni pericolose, pierre-ambroise-françois choderlos de laclos

Quando feci l'ingresso in società avevo quindici anni; e io già sapevo che il ruolo a cui ero condannata, vale a dire stare zitta ed obbedire ciecamente, mi dava l'opportunità ideale di ascoltare e di osservare. Non quello che mi dicevano, che non era di nessun interesse, ma tutto quello che la gente cercava di nascondere; ed ho esercitato il "distacco". Imparai a sembrare allegra, mentre sotto la tavola mi piantavo una forchetta nel palmo della mano e finii per diventare una "virtuosa nell'inganno". Non era il piacere che cercavo, era la conoscenza; e consultavo i più rigidi moralisti, per la scienza dell'apparire, i filosofi, per sapere cosa pensare, e i romanzieri, per capire come cavarmela; e alla fine io ho distillato il tutto, in un principio meravigliosamente semplice: "vincere o morire". 

Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, Le relazioni pericolose 

Non ho una grande passione per i romanzi epistolari (Ultime lettere di Jacopo Ortis lo abbandonai per la noia dopo poche missive) ma di Le relazioni pericolose mi hanno incuriosito i temi trattati in relazione al periodo in cui è ambientato. Inoltre, coi classici francesi di solito vado a colpo sicuro e l’averlo trovato in offerta sul Kindle Store mi ha definitivamente convinto a dargli una possibilità!

Sostiene Pereira, Antonio Tabucchi

sostiene pereira, antonio tabucchi

Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell'imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il "Lisboa" aveva ormai una pagina culturale, e l'avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte.

Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, INCIPIT 

Sostiene Pereira è un libro meraviglioso, lo dico subito e senza tanti giri di parole. L’ho adorato pagina dopo pagina e mi è piaciuto veramente un sacco sia per lo stile che per i temi trattati ma soprattutto per il messaggio che l’autore vuole trasmettere.

Caino, José Saramago

caino, josé saramago

Caino è un romanzo breve abbastanza controverso. Si parla di dio e di religione ed è sufficiente conoscere l’opinione di Saramago sull’argomento per prevedere che quelle che userà non saranno parole gentili. 

Scriveva infatti su El País, nell’ormai lontano anno 2001 (l’articolo completo, tradotto in italiano, è consultabile su Repubblica): 

Le religioni, tutte, senza eccezione, non serviranno mai per avvicinare e riconciliare gli uomini e, al contrario, sono state e continuano a essere causa di sofferenze inenarrabili, di stragi, di mostruose violenze fisiche e spirituali che costituiscono uno dei più tenebrosi capitoli della misera storia umana. 

José Saramago

Le isole del tesoro. Viaggio nei paradisi fiscali dove è nascosto il tesoro della globalizzazione, Nicholas Shaxson

le isole del tesoro. viaggio nei paradisi fiscali dove è nascosto il tesoro della globalizzazione, nicholas shaxson

Dopo aver colonizzato i sistemi economici e politici dei grandi stati nazionali in cui vive la maggior parte della popolazione mondiale, la finanza offshore ha finito anche per infestare il nostro modo di pensare. […] Quando il musicista irlandese Bono, per anni uno dei più illustri militanti contro la povertà nel mondo, trasferisce i suoi affari finanziari in un centro offshore come i Paesi Bassi per sottrarsi al fisco, e nonostante questo viene accolto calorosamente nella società, la battaglia sembra ormai persa. 

Nicholas Shaxson, Le isole del tesoro. Viaggio nei paradisi fiscali dove è nascosto il tesoro della globalizzazione 

Nicholas Shaxson è un giornalista e scrittore inglese che collabora attivamente con la Tax Justice Network, un gruppo di pressione che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti nocivi dell’evasione fiscale, dei paradisi fiscali e della competizione fiscale tra gli stati. Non sono argomenti che mi appassionano particolarmente ma questo saggio è riuscito ad attirare la mia attenzione, a incuriosirmi e (soprattutto) a disgustarmi.

Chi siamo

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Alessandro

Programmatore back-end, la lettura e la musica sono le mie passioni. Scrittori preferiti Saramago e Poe, in fissa con Pink Floyd, Opeth e iamthemorning.

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Fotografa per passione, adoro passeggiare in mezza alla natura con la mia reflex e scattare un sacco di foto a luoghi e paesaggi. Oltre che leggere ovviamente!

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