Il buio oltre la siepe, Harper Lee 28 aprile 2018
Il buio oltre la siepe, Harper Lee Acquista online

Da quando l’avevo comprato a quando mi sono finalmente deciso a leggerlo sono passati quasi due anni e ora, a un paio di mesi dalla lettura, mi chiedo perché abbia aspettato tanto: Il buio oltre la siepe è un libro meraviglioso, uno di quei libri che ti colpiscono dentro e che non riesci a toglierti dalla testa. 

Pubblicato nel 1960, fu subito un enorme successo (vinse il Pulitzer per la narrativa l’anno successivo) ma paradossalmente attirò anche un sacco di critiche e accuse di razzismo, soprattutto dagli ambienti più conservatori. Dico paradossalmente perché accusare di razzismo un libro come Il buio oltre la siepe significa solo tanta (tanta!) ignoranza.

Un po’ di contesto. La vicenda (inventata ma ispirata a fatti reali), ha luogo nella fittizia contea di Maycomb, Alabama (profondo sud degli Stati Uniti) durante gli anni della grande depressione. A narrare è la stessa protagonista, Scout, molti anni dopo la fine degli avvenimenti.

Scout racconta della sua infanzia a Maycomb: le estati di giochi col fratello Jem e l’amico Dill, la scuola, le fantasiose teorie su un vicino di casa dai modi strani e misteriosi, ecc. La noiosa quotidianità di Maycomb viene però sconvolta quando un bracciante nero, Tom Robinson, viene accusato (ingiustamente) di violenza sessuale nei confronti di una ragazza bianca. A difenderlo, in un tribunale che ha già deciso la sentenza prima ancora di far iniziare il processo, è Atticus Finches, padre di Scout e avvocato “negrofilo” (come viene etichettato, a mo’ di insulto, dai suoi concittadini.)

Il clima ovviamente non è favorevole a Tom e assumerne la difesa costerà ad Atticus l’odio e il disprezzo di molta, troppa gente. A farne le spese è anche Scout, troppo piccola per capire quello che sta succedendo a Maycomb: a scuola la chiamano “figlia di negrofilo” ma non capisce perché sarebbe un insulto. Il suo punto di vista infatti è quello di una bambina di sei anni cresciuta senza pregiudizi e che fatica a capire perché l’intera contea nutra un odio irrazionale nei confronti dei neri.

Un plauso quindi ad Atticus: non è solo un avvocato dai mille impegni davvero al servizio della comunità ma è anche un padre che con sensibilità e responsabilità si occupa della crescita e dell’educazione dei figli (col solo aiuto della domestica Calpurnia, essendo vedovo.)

“La verità è questa: alcuni negri mentono, alcuni negri sono immorali, alcuni negri non possono essere lasciati accanto alle donne, nere o bianche che siano. Ma questa è una verità che si può applicare a tutta la razza umana e non a una particolare razza di uomini. Non esiste una persona, in quest’aula, che non abbia mai detto una bugia, che non abbia mai fatto una cosa immorale, e non esiste un uomo al mondo che non abbia mai guardato una donna con desiderio!”

Uno dei motivi per cui al giorno d’oggi Il buio oltre la siepe è spesso nell’indice dei libri proibiti di molte scuole (soprattutto statunitensi) è l’uso della parola “negro”, termine che negli anni ha assunto una connotazione sempre più negativa. Personalmente mi sembra un motivo un po’ stupido: Il buio oltre la siepe è stato scritto quasi sessant’anni fa in un contesto sociale differente da quello attuale e non si può pretendere di giudicarlo con gli standard odierni (anche se i temi sono attualissimi: sono passati quasi sessant’anni ma il razzismo è ancora una piaga, negli Stati Uniti come nel resto del mondo.)

La contraddizione di un libro anti-razzista accusato di razzismo non è la sola cosa paradossale relativa a Il buio oltre la siepe, c’è una frase che mi ha colpito in particolare, una frase che sembra ironica ma che mette molto bene in evidenza un doppio standard profondamente radicato nella società:

“Questa è la differenza tra l’America e la Germania . Noi siamo una democrazia e la Germania è una dittatura: dit-ta-tu-ra,” scandì. “Qui da noi non si perseguita nessuno. La persecuzione viene quando la gente ha dei pregiudizi. Pre-giu-di-zi,” enunciò con cura.

Ironico che una maestra di scuola spieghi con orgoglio che negli Stati Uniti le persecuzioni non esistano (a differenza della Germania nazista) quando le prove del contrario sono ovunque intorno a lei…

Il buio oltre la siepe si è subito guadagnato una posizione nella mia personale classifica dei dieci libri migliori di tutti i tempi. Moderno e a suo modo rivoluzionario, è un libro che tutti (TUTTI!) dovrebbero leggere 🙂

Pubblicato da Alessandro

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