Il processo, Franz Kafka 27 marzo 2018
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Avevo già letto Il processo ormai otto anni fa (dall’8 al 29 agosto 2010, grazie Goodreads!) Mi era piaciuto (credo anche di averne scritto qualche riga sul blog che gestivo all’epoca) ma ricordo che lo trovai un po’ pesantino, forse a causa della preistorica edizione che lessi (in prestito) e della traduzione non proprio recentissima. 

Pensavo fosse un capitolo chiuso delle mie letture ma quando l’ho visto tra i mammuttini (collana spesso bistrattata, a volte ingiustamente) non ho saputo resistere e ho dovuto comprarlo a tutti i costi (rivoltando la montagna dei mammuttini della libreria, alla ricerca dell’unica altra copia non graffiata!)

PS: Non ricordo esattamente cosa scrissi all’epoca ma forse è meglio così! xD

Una bella (?) mattina Josef K. viene arrestato su ordine di un tribunale non ordinario, un tribunale presente ovunque e di cui tutti sembrano essere in qualche modo complici (i colleghi di K., il pittore, la domestica dell’avvocato, le ragazzine pestifere, il sacerdote, ecc.) Ogni sforzo di K. per scoprire di che cosa è accusato è inutile: le procedure sono talmente segrete che nessuno è in grado di rispondere (e se lo fosse, non lo farebbe: il processo deve seguire il suo corso secondo delle regole ben precise…)

Come può un imputato difendersi in tribunale se il tribunale stesso non gli comunica di quale reato è accusato? Paradossalmente questo non sembra essere un problema: la legge non guarda in faccia nessuno e la macchina processuale farà il suo corso, lenta e implacabile. Personaggi, dialoghi, luoghi: ogni dettaglio partecipa attivamente ad appesantire la già claustrofobica atmosfera e rende molto bene l’idea della piccolezza dell’individuo nei confronti di una società sempre più complessa e astratta, fine a sé stessa e alienante.

Otto anni fa mi era piaciuto ma è solo a seguito di questa rilettura ragionata che Il processo è diventato uno dei miei libri preferiti: all’epoca ero più idealista e un libro come Il processo l’idealismo lo disintegra in mille piccoli pezzi, per lasciare spazio a un mondo ben più cupo e angosciante.

Per un po’ forse è meglio se mi dedico a letture più allegre 😅

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Chi siamo

Alessandro

Programmatore back-end, la lettura e la musica sono le mie passioni.

Scrittori preferiti Saramago, Poe e P.K. Dick; ossessionato da Pink Floyd, Opeth, iamthemorning e Schammasch (e troppi altri!)

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