L’incubo di Hill House, Shirley Jackson 8 dicembre 2017
L’incubo di Hill House, Shirley Jackson Acquista online

L’incubo di Hill House è un altro di quei romanzi che volevo leggere da un sacco di tempo ma che per un motivo o per l’altro non mi decidevo mai a fare. Ripensandoci un attimo, il motivo in realtà è quello solito: prima di comprare nuovi libri vorrei/dovrei leggere quelli già comprati (e che aspettano il loro turno da mesi, se non addirittura da anni!) 

Alla fine ci ha pensato Elisa a sbloccare questa impasse, regalandomelo (per leggerselo prima lei però!)

Prima de L’incubo di Hill House di Shirley Jackson avevo letto solo alcuni brevi racconti e di uno in particolare mi sono follemente innamorato: La lotteria, un racconto che in poche pagine racconta una delle storie più agghiaccianti che abbia mai letto in vita mia. Con questa premessa ero davvero curioso di approfondire questa autrice e la scelta, grazie al regalo di Elisa, è ricaduta quindi su L’incubo di Hill House.

Il romanzo si presenta come una classica storia di fantasmi e case stregate: uno studioso di fenomeni paranormali (il professor Montague) desidera studiare Hill House, un’antica, solitaria e sinistra casa che si ritiene infestata, così decide di trascorrerci un po’ di tempo in compagnia di alcuni “assistenti”. Questi sono Luke Sanderson, erede di Hill House, e Theodora ed Eleanor, due ragazze l’una l’opposto dell’altra ma entrambe “arruolate” dal professor Montague per via di alcune esperienze soprannaturali che avrebbero vissuto in passato.

Già con la malata (ma sublime) descrizione della casa Jackson ci fa capire subito che Hill House è un posto tutt’altro che normale: le stanze, i corridoi, le scale, le porte… tutto nella casa, a partire dalla sua architettura, trasuda malvagità e follia e finisce per invadere la mente dei protagonisti, fino al tragico (e un po’ inaspettato) epilogo.

L’atmosfera di incertezza e paranoia è la forza travolgente di questo romanzo: è evidente che da un momento all’altro qualcosa succederà… ma cosa? E poi… è successo davvero o è solo frutto dell’immaginazione? È possibile dare una spiegazione razionale? Sì, se si tratta di una porta che sbatte da sola… ma il resto?

La critica che più ho letto su L’incubo di Hill House è che per tutto il romanzo non succede nulla, se non nelle ultimissime pagine. È vero che l’azione non abbonda ma limitarsi a questa significa ignorare le orrorifiche descrizioni della casa e la psicologia dei personaggi (di Eleanor in particolare), elementi importantissimi senza i quali il finale non avrebbe senso. A me per esempio L’incubo di Hill House è piaciuto moltissimo soprattutto per l’atmosfera che Shirley Jackson riesce a generare pagina dopo pagina.

ps: Tutto questo mi ha ricordato moltissimo un altro romanzo (uno dei miei preferiti, anche questo un regalo di Elisa): Giro di vite di Henry James. Se quest’ultimo vi è piaciuto vi consiglio di leggere anche L’incubo di Hill House (e viceversa!)

Pubblicato da Alessandro

Hai qualcosa da dire? Fatti avanti, la tua opinione ci interessa!

Chi siamo

Alessandro

Programmatore back-end, la lettura e la musica sono le mie passioni.

Scrittori preferiti Saramago, Poe e P.K. Dick; ossessionato da Pink Floyd, Opeth, iamthemorning e Schammasch (e troppi altri!)

Visualizza profilo completo

Elisa

Fotografa per passione, adoro passeggiare in mezza alla natura con la mia reflex e scattare un sacco di foto a luoghi e paesaggi. Oltre che leggere ovviamente!

Visualizza profilo completo

In lettura

Alessandro

Elisa

Supportaci

Ti senti generoso/a?
Offrici un caffè oppure fai i tuoi acquisti su Amazon partendo da un nostro link affiliato!

Scopri di più

General Data Protection Regulation

Modifica preferenze

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità, non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge num. 62 del 7.03.2001.

I testi citati e le immagini pubblicate su questo blog sono copyright delle case editrici, degli autori e delle agenzie che ne detengono i diritti. La loro pubblicazione totale o parziale non intende violare alcun copyright e non avviene a scopo di lucro. Tutti i contenuti devono intendersi unicamente come opinioni personali.