Settima puntata di musicalmente tratto, rubrica dedicata a quelle canzoni ispirate ai miei libri preferiti :-) 

Protagonisti della puntata di oggi sono gli Ahab, gruppo Funeral Doom Metal tedesco che già dal nome lascia intendere l’origine letteraria: “Ahab” infatti è il nome originale di Achab, il folle capitano che dà la caccia a Moby Dick

A oggi tutti i loro album sono ispirati a storie di mare (non a caso la band afferma di suonare Nautik Funeral Doom) e il primo, The Call of the Wretched Sea, è tratto proprio dall'opera di Melville.

Se il nome “Funeral Doom Metal” vi suona nuovo, si tratta di sottogenere del metal caratterizzato da tempi lentissimi, una voce estremamente profonda e da melodie malinconiche e angosciose che trascinano l’ascoltatore in una dimensione sospesa tra l’onirico e l’ipnotico. L’ho scoperto anni fa con gli Evoken, lo sto approfondendo con gli Esoteric ed è solo nelle ultime settimane che ho scoperto anche gli Ahab, gruppo di cui mi sono subito innamorato!

"Look sharp, marines!"
"Dead whale or sunk boat!"
"Hunt him 'til he spouts black blood"
"And rolls fin up!"

Ho ascoltato The Call of the Wretched Sea un paio di volte su YouTube (non sono ancora riuscito a procurarmi il CD ma lo farò molto presto!) e l’ho trovato davvero notevole in ogni dettaglio: i testi delle canzoni seguono fedelmente la storia narrata in Moby Dick (da cui sono anche citati alcuni estratti) e il massiccio riverbero delle chitarre crea l’illusione di una suggestiva atmosfera marina (basta ascoltare i primi due minuti per rendersene conto). Il risultato è fantastico!

Consigliato a chi non ha paura di ascoltare qualcosa di diverso dal solito!

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