Ulisse, James Joyce 26 dicembre 2016
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Ce l’ho fatta, dopo dieci lunghi mesi sono arrivato alla fine dell’Ulisse di James Joyce

Non credevo di metterci così tanto, così come non credevo che un singolo libro (sia pure di questo calibro) potesse influenzare in modo così pesante le mie letture e, più in generale, la mia voglia di leggere. 

Chiamarlo solo “libro” però è decisamente riduttivo, in queste pagine c’è veramente di tutto!

Recensire Ulisse è un’impresa quasi impossibile, si tratta di un romanzo molto denso e complesso e sono certo di averne colto solo una piccola parte. Questo tuttavia non mi ha impedito di apprezzarne la particolarità e la genialità.

Ulisse racconta gli eventi che vedono protagonisti alcuni abitanti di Dublino durante la giornata del 16 giugno 1904. La data non è casuale e per Joyce ha un significato ben preciso ma nel romanzo è un normalissimo giorno come tanti altri. Nulla di davvero speciale infatti accade quel giorno: la gente fa colazione e va al lavoro, c’è chi attraversa la città per partecipare a un funerale, chi si ferma a pranzare lungo la strada e chi si vede con l’amante, giusto per fare qualche esempio. Ed è proprio la “normalità” narrata a metterne in risalto la grandezza: nonostante all’apparenza sembri presentarsi come un gigantesco e insensato caos, Ulisse è in realtà un romanzo studiato fin nei minimi dettagli, un poema epico-sperimentale che ha rivoluzionato la letteratura del novecento e che con potenza è entrato nella storia.

Mi è piaciuto? Sì, molto. Si è trattato di una sorta di sfida personale e devo dire che, al di là delle difficoltà, mi ha dato grandi soddisfazioni. Non è un romanzo da leggere nei ritagli di tempo, richiede tanta concentrazione e, soprattutto, tanta pazienza. La natura stessa del romanzo lo esige: in pagine e pagine di scorrere di pensieri è indispensabile identificare chi sta “parlando” e allo stesso modo è di fondamentale importanza capire quando cambia il soggetto. Non è sempre facile e a volte è snervante leggere pagine su pagine senza capirci assolutamente nulla.

La lettura non è stata tutta rose e fiori e proprio la sua complessità mi ha costretto più volte a mettere da parte il romanzo, a volte per giorni, altre per settimane intere. Durante tutta l’estate addirittura penso di non aver letto più di venti pagine!

Tutti i libri necessitano del momento giusto per essere letti senza che l’esperienza si trasformi in un’agonia, Ulisse più degli altri. Non è uno di quei libri che consiglierei a chiunque ma è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita!

Hai qualcosa da dire? Fatti avanti, la tua opinione ci interessa!

Chi siamo

Alessandro

Programmatore back-end, la lettura e la musica sono le mie passioni.

Scrittori preferiti Saramago, Poe e P.K. Dick; ossessionato da Pink Floyd, Opeth, iamthemorning e Schammasch (e troppi altri!)

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Fotografa per passione, adoro passeggiare in mezza alla natura con la mia reflex e scattare un sacco di foto a luoghi e paesaggi. Oltre che leggere ovviamente!

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