il tao della fisica, fritjof capra

informazioni

Acquista online

Cos’hanno in comune la fisica moderna e le antiche filosofie mistico-religiose dell’estremo oriente? Se mi avessero fatto questa domanda qualche mese fa avrei risposto con sicurezza “niente!“ 

Ora, dopo aver passato due mesi abbondanti su questo saggio, la mia risposta sarebbe radicalmente diversa. 

Non sapevo cosa aspettarmi da questo libro: l’argomento trattato mi incuriosiva e l’amico che me lo ha regalato non faceva che parlarmene in modo estatico, temevo però che si trattasse di fuffa new age. Il curriculum dell’autore mi ha tranquillizzato: Fritjof Capra è un fisico che ha condotto ricerche nel campo della fisica delle particelle e della fisica quantistica ed è più che qualificato per parlare di questi argomenti. Là dove l’ignoranza l’avrebbe fermato si è avvalso di esperti del pensiero mistico e Il Tao della fisica è il risultato di questa “sintesi” fisico-filosofica.

L’opera si può dividere in due parti. La prima è una lunga introduzione alla fisica moderna (teoria della relatività, quanti, particelle, ecc.) e alle filosofie orientali (induismo, buddismo, taoismo, ecc.) ed è propedeutica alla comprensione della seconda parte, dedicata alle corrispondenze e ai parallelismi tra i due mondi.

Avendo fatto il liceo scientifico (e successivamente una facoltà scientifica) ero già in possesso di un discreto bagaglio di conoscenze e questo mi ha aiutato moltissimo nel comprendere meglio gli argomenti trattati. È stata lo stesso una lettura difficile e infatti mi ha tenuto impegnato per diverso tempo: molti dei fenomeni mostrati non sono affatto banali e richiedono un po’ di impegno per essere compresi (nulla che un po’ di studio personale non possa risolvere ma questo potrebbe allontanare il lettore meno smaliziato).

Qualche difficoltà l’ho riscontrata anche tentando di capire le idee e i principi che stanno alla base delle filosofie orientali trattate, difficoltà dovute ai concetti espressi, lontanissimi dal mio modo di pensare (non a caso infatti ho apprezzato maggiormente quelle parti dedicate alla fisica più “spinta” che quelle dedicate agli aforismi zen).

Complessità varie a parte è stata una lettura molto intrigante. Sembra impossibile che due mondi così diversi e lontani come quello della fisica moderna e quello del misticismo orientale siano giunti, ognuno coi suoi strumenti, a una concezione astratta dell’universo molto simile. C’è però da dire che quest’intuizione non è completamente nuova: lo stesso Niels Bohr (uno dei più grandi fisici del Novecento) fu colpito da queste analogie tant’è che inserì una simbologia mistico-orientale (nello specifico i simboli di yin e yang) nel suo stemma di famiglia (trent’anni prima del saggio di Capra).

Questo ovviamente non significa che la scienza sia da buttare per lasciare spazio alla via mistica (o viceversa): la scienza non sostituisce il misticismo così come il misticismo non sostituisce la scienza, né le due discipline hanno bisogno l’una dell’altra pur essendo tra loro complementari.

La scienza non ha bisogno del misticismo e il misticismo non ha bisogno della scienza ma l'uomo ha bisogno dell'uno e dell'altra.

Fritjof Capra, Il Tao della fisica

Le conclusioni dell’autore (riassunte in questa citazione tratta dall’epilogo) sono ovviamente sue personali e, seppur molto interessanti, non me la sento di condividerle completamente. È vero, scienza e filosofie come buddismo, taoismo e induismo hanno in comune molto più di quel che ci si aspetterebbe ma io mi fermo qui e lascio ad altri intraprendere la via mistica.

Non è un libro per tutti (delle basi di fisica sono un prerequisito importante) ma se l’argomento vi incuriosisce e volete saperne di più Il Tao della fisica è una lettura obbligata!