Le relazioni pericolose, Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos 2 novembre 2015
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Quando feci l’ingresso in società avevo quindici anni; e io già sapevo che il ruolo a cui ero condannata, vale a dire stare zitta ed obbedire ciecamente, mi dava l’opportunità ideale di ascoltare e di osservare. Non quello che mi dicevano, che non era di nessun interesse, ma tutto quello che la gente cercava di nascondere; ed ho esercitato il “distacco”. Imparai a sembrare allegra, mentre sotto la tavola mi piantavo una forchetta nel palmo della mano e finii per diventare una “virtuosa nell’inganno”. Non era il piacere che cercavo, era la conoscenza; e consultavo i più rigidi moralisti, per la scienza dell’apparire, i filosofi, per sapere cosa pensare, e i romanzieri, per capire come cavarmela; e alla fine io ho distillato il tutto, in un principio meravigliosamente semplice: “vincere o morire”. 

Non ho una grande passione per i romanzi epistolari (Ultime lettere di Jacopo Ortis lo abbandonai per la noia dopo poche missive) ma di Le relazioni pericolose mi hanno incuriosito i temi trattati in relazione al periodo in cui è ambientato. Inoltre, coi classici francesi di solito vado a colpo sicuro e l’averlo trovato in offerta sul Kindle Store mi ha definitivamente convinto a dargli una possibilità!

Le relazioni pericolose è un romanzo che parla di seduzione, intrighi e vendetta. Tale è la malizia e la spregiudicata pianificazione di queste trame che alla pubblicazione l’opera diede grande scandalo per i suoi contenuti fortemente contrari alla morale dell’epoca. Due rispettabilissimi aristocratici tramano per disonorare una giovane fanciulla e la sua famiglia? Inconcepibile! Già nell’introduzione però l’autore, tramite la voce di un editore fittizio, fa del sarcasmo sulla tanto decantata superiorità dei suoi contemporanei:

Crediamo di dover avvertire il pubblico che […] noi non ci facciamo garanti dell’autenticità di tale raccolta, e anzi abbiamo molte ragioni di pensare che non sia che un romanzo.
Ci pare inoltre che l’autore, che pure sembra aver cercato la verosimiglianza, l’abbia egli stesso distrutta piuttosto goffamente per l’epoca nella quale ha situato gli avvenimenti descritti. Infatti, diversi personaggi che egli mette in scena hanno costumi così malvagi che è impossibile pensare che abbiano potuto vivere nel nostro secolo, un secolo di filosofia, in cui i lumi, ovunque sparsi, hanno reso, come tutti sanno, ogni uomo onesto e ogni donna modesta e riservata.
[…] biasimiamo molto l’autore che […] ha osato mostrare come nostre abitudini e usi dei costumi che ci sono del tutto estranei.

Il senso dell’opera è qui e le intenzioni dell’autore sono quelle di denunciare il marciume e la corruzione di una classe sociale (l’aristocrazia francese dell’ancien régime) che dietro all’apparente ricercata rispettabilità vive nello squallore e nel decadimento morale più assoluto.

In tutto questo direi che il romanzo mi è piaciuto ma, come accennavo sopra, non mi ha convinto del tutto. Un po’ troppo dispersivo forse: le lettere sono tantissime ma quelle veramente belle e interessanti a mio parere sono poche. Non dico che le altre siano inutili (oddio, qualcuna magari sì) perché comunque forniscono arricchiscono il contesto e contribuiscono all’atmosfera perversa del romanzo ma personalmente molte le ho trovate un po’ stucchevoli. C’è da ammettere però che sono scritte gran bene con de Laclos che ha dato a ogni personaggio uno stile chiaro e ben distinguibile.

In conclusione Le relazioni pericolose è un romanzo che ha i suoi alti e bassi (congeniti nella forma stessa in cui è presentato) ma nonostante tutto lo consiglio (le ultime lettere, seppur amare, sono spettacolari).

Pubblicato da Alessandro

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