la casa degli spiriti, isabel allende

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Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e piú tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore.

Isabel Allende, La casa degli spiriti, INCIPIT 

Ho finito di leggere La casa degli spiriti questa notte verso l’una, dopo oltre quattro ore e mezza di lettura quasi senza interruzioni. Non posso farci niente, a me i libri belli fanno questo effetto!

Ambientato in Cile, La casa degli spiriti è una saga familiare che segue le vicende dei Trueba-Del Valle dagli anni venti fino al 1973, anno del golpe militare che portò Pinochet al potere. Una particolarità del libro è che i riferimenti temporali non vengono dati direttamente ma sono deducibili dagli eventi accennati sullo sfondo (la guerra in Europa sentita alla radio, l’uomo sulla Luna visto in tv, ecc.) Lo stesso vale per i luoghi (“la Capitale”) e per le persone (il presidente cileno Salvador Allende, tra l’altro parente dell’autrice, è semplicemente “il Presidente”).

«Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano.»

Salvador Allende, Messaggio radio al paese prima della caduta del palazzo presidenziale, 11 settembre 1973

Lo stile della Allende è molto diretto, non lascia nulla all’immaginazione e già dalle prime pagine si capisce che sarà una lettura emotivamente molto forte. Come lettori sappiamo che succederà qualcosa di terribile (le atrocità commesse dal regime di Pinochet non sono certo un segreto…) e su ogni pagina rieccheggia un angosciante conto alla rovescia verso il peggio. La tensione è palpabile e gli ultimi capitoli sono una botta emotiva terribile (L'ora della verità in particolare).

È un romanzo meraviglioso come pochi (non sono molti i libri che mi tengono sveglio fino a notte fonda) ma è anche una fedele e brutale testimonianza di un capitolo della storia poco conosciuto ai più (purtroppo è già tanto se a scuola si arriva a fare in fretta la seconda guerra mondiale, figurarsi se c’è il tempo di studiare l’instabilità politica del sudamerica durante la guerra fredda!)

Consigliato, merita molto.