Io sono leggenda, Richard Matheson 8 febbraio 2015
Io sono leggenda, Richard Matheson Acquista online

Io sono leggenda è un romanzo post-apocalittico scritto da Richard Matheson nel 1954, quando il rischio di un olocausto nucleare non era così remoto. 

È il 1976 e Robert Neville è l’ultimo uomo sulla Terra, unico sopravvissuto a una misteriosa epidemia che ha trasformato l’intera popolazione in “vampiri”. Dopo il tramonto è costretto a barricarsi in casa, assediato da un’orda di creature avide del suo sangue ma al sorgere del sole i ruoli si invertono ed è lui a trasformarsi in un crudele cacciatore. Questo alternarsi giorno/notte, bene/male, cacciatore/preda è un po’ il fulcro di tutto il romanzo e ci accompagnerà fino al meraviglioso finale.

(Attenzione, ci sarà qualche SPOILER!)

I vampiri di Matheson non sono i classici vampiri “alla Dracula”: qui il canone Stokeriano viene stravolto e purificato da quegli elementi legati a occulto e paranormale preferendogli un approccio più scientifico. Il vampirismo “alla Matheson” quindi non è la conseguenza di qualche patto demoniaco ma una malattia del sangue i cui effetti sono simili a quelli delle creature del folklore europeo. Anche per quanto riguarda le contromisure classiche (aglio, paletto di frassino, specchi, ecc) c’è una spiegazione scientifica verosimile. Non c’è spazio per la fede. Anzi, proprio i religiosi più fanatici con le loro sciocche superstizioni hanno contribuito all’isteria di massa che poi ha portato l’umanità a una fine prematura.

Non sono un grande fan di Matheson, prima di leggere Io sono Leggenda avevo letto solo una sua raccolta di racconti che, sinceramente, mi avevano detto gran poco (con le dovute eccezioni). Non ero molto ben disposto a dargli un’altra possibilità ma dopo poche pagine mi sono dovuto ricredere: la lettura è appassionate, si respira la tensione in ogni frase e dopo poche pagine si è già in uno stato di profonda angoscia. La sensazione che si prova al pensiero di essere soli in un mondo ostile è terribile.

Il finale, meraviglioso nella sua amarezza, ci porta a riflettere sul significato di bene e male, concetti estremamente dinamici e soggetti a continui mutamenti. L’umanità è ormai morta e una nuova società sta nascendo dalle sue ceneri: una nuova etica sta prendendo vita, calpestando tutto ciò che è anche solo un ricordo del passato. Siamo sicuri che questo sia necessariamente un male?

Pubblicato da Alessandro

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