di questo mondo e degli altri, josé saramago

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Adoro Saramago. 

Adoro come scrive, adoro il suo utilizzo “creativo” della punteggiatura ma soprattutto adoro le sue storie. Cecità e Le intermittenze della morte sono in assoluto tra i miei libri preferiti e li consiglio praticamente a chiunque. Questo però è un po’ particolare. 

Di questo mondo e degli altri raccoglie 73 testi scritti da Saramago alla fine degli anni ‘60 per i giornali A Capital e Jornal do Fundão e trattano degli argomenti più disparati (ricordi d’infanzia, frammenti di viaggi, fatti di cronaca, ecc.) Non esattamente quello che mi aspettavo…

Ero curioso di leggere un Saramago diverso e, almeno inizialmente, ho faticato a farmi un’idea precisa su questi mondi. Ci ho dovuto ragionare sopra, pensare ai suoi romanzi che avevo già letto e solo allora ho capito meglio che cosa avevo tra le mani e sono finalmente riuscito ad apprezzare questo volumetto, un vero e proprio ricettacolo di idee a cui il futuro premio nobel attingerà a piene mani.

I brevissimi testi (due, massimo tre paginette) si leggono velocemente ma non sono mai banali e difficilmente si riuscirà a leggerne più di una manciata al giorno senza essere travolti dalle delicate emozioni che suscitano. Menzione speciale per Il gruppo, Le parole, Il Diritto e le campane, Le grida di Giordano Bruno, Storia del re che faceva deserti, Le coincidenze o Ricetta per uccidere un uomo (quest’ultimo dedicato alla morte di Martin Luther King, avvenuta quell’anno), davvero bellissimi.

È un libricino un po’ particolare, lo consiglio a tutti coloro che vogliono conoscere Saramago in modo più intimo e personale.