Cecità, José Saramago 21 dicembre 2014
Cecità, José Saramago Acquista online

Si fece silenzio, e lui disse, Sono cieco, non ti vedo. La moglie lo rimproverò, Piantala con gli scherzi stupidi, su certe cose non ci si scherza, Magari fosse uno scherzo, la verità è che sono cieco sul serio, non vedo niente, Per favore, non mi spaventare, guardami, qui, sono qui, la luce è accesa, Lo so che ci sei, ti sento, ti tocco, immagino che tu abbia acceso la luce, ma io sono cieco. 

Periodi lunghissimi, nessuna separazione tra dialoghi e descrizioni, uso creativo di maiuscole e punteggiatura: il primo impatto con Saramago può essere davvero traumatico!

Cecità è il mio romanzo preferito, uno dei pochi libri che mi ha tenuto sveglio tutta la notte, che non mi ha fatto dormire per settimane e che a distanza di oltre un anno ancora mi fa stare male. È un libro crudo, brutale, un romanzo che segna in modo indelebile chiunque lo affronti: l’autore non lascia nulla all’immaginazione e non a caso alcune scene sono parecchio forti e disturbanti.

L’intento di Saramago è di analizzare le conseguenze sociali di un evento straordinario e inspiegabile come può esserlo un’epidemia di cecità bianca. Che succede quindi se da un giorno all’altro, senza motivo, la popolazione di una città non meglio precisata inizia a vedere tutto bianco?

La risposta è tristemente ovvia: la società civile soccombe alla legge del più forte, la città diventa una giungla e gli uomini, persi anche gli ultimi barlumi di dignità e coscienza, si trasformano in bestie selvagge (i riferimenti a Il signore delle mosche sono sicuramente voluti).

Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che, pur vedendo, non vedono.

Non ci sono riferimenti spazio-temporali, la città senza nome in cui si svolge tutto il romanzo potrebbe essere (è?) una qualsiasi città del mondo. Allo stesso modo nessuno dei personaggi ha un nome proprio (il medico, la moglie del medico, il ladro di automobili, il vecchio con la benda nera, il primo cieco, ecc.): tutto è così impersonale che chiunque potrebbe essere uno di quei ciechi e questo secondo me è uno degli aspetti più angoscianti del romanzo.

È un libro che non mi stancherò mai di consigliare, per quanto mi riguarda fa già parte dei grandi della letteratura. Dopo aver letto Saramago sarà difficile tornare a un libro “normale”!

Pubblicato da Alessandro

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Programmatore back-end, la lettura e la musica sono le mie passioni.

Scrittori preferiti Saramago, Poe e P.K. Dick; ossessionato da Pink Floyd, Opeth, iamthemorning e Schammasch (e troppi altri!)

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