breve storia di (quasi) tutto, bill bryson

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Quest’estate avevo voglia di leggere qualcosa di diverso dal solito e così ho provato ad approcciarmi alla saggistica. L’ho fatto con due saggi abbastanza diversi tra loro: Allucinazioni di Oliver Sacks e Breve storia di (quasi) tutto di Bill Bryson. Proprio su quest’ultimo avevo scritto una piccola recensione su Goodreads, recensione che ora trasferisco qui, cogliendo l’occasione per arricchirla. 

Si tratta di un saggio leggermente ambizioso: cinquecento pagine per raccontare la storia dell’universo dal Big Bang a oggi. Ed è ancora più ambizioso se si pensa che l’autore, per sua stessa ammissione, non è uno scienziato né un esperto di scienza. Sapendo socraticamente di non sapere e spinto da una curiosità quasi fanciullesca Bryson ha quindi girato mezzo mondo intervistando studiosi e scienziati di quasi ogni campo del sapere umano. Il risultato è questa breve storia di (quasi) tutto.

Avendo fatto il liceo scientifico conoscevo già la maggior parte degli argomenti trattati ma la lettura è stata comunque piacevole e interessante. Bryson usa un linguaggio semplice a portata davvero di tutti e non annoia con dettagli troppo tecnici. A volte tende a fare paragoni un po’ banali ma questo aiuta il lettore non esperto a farsi un’idea di ciò di cui si sta parlando.

Personalmente ho apprezzato molto le biografie degli scienzati e i numerosi anedotti che li riguardano, ritengo che diano loro un’aura più umana. Questo “dietro le quinte” della scienza fatto di intuizioni, litigi, plagi, esperimenti bizzarri è ciò che più mi è piaciuto di questo libro: a scuola spesso ci si sofferma sulla scoperta (o, più spesso ancora, sulla formulina finale) ma raramente viene spiegato come lo scienziato arrivò a questa scoperta, quale fu la lampadina di quell’intuzione geniale (mela di Newton a parte!) Ecco, questo libro parla (anche) di questo e lo fa in modo curioso e divertente!

Gli argomenti toccati sono tantissimi e sono collegati tra loro in modo abbastanza furbo: si parte dal “macro” (nascita dell’universo) e si va verso il “micro” (atomi e particelle subatomiche), con qualche digressione lungo il percorso.

Gli unici sbadigli li ho avuti nel capitolo in cui si parla di meteorologia (argomento che già trovavo soporifero ai tempi del liceo) ma per il resto ho trovato (quasi) tutto molto interessante.

L’ultima parte, quella dedicata alla paleoantropologia, l’ho trovata un attimo scialba ma non è necessariamente colpa di Bryson: l’argomento è piuttosto controverso e vi si legge tutto e il contrario di tutto.

Una nota negativa è la presenza di qualche errore di troppo. Non parlo di typo o di problemi di impaginazione (su cui potrei anche chiudere un occhio) ma di veri e propri errori nei dati forniti e nelle spiegazioni fornite. Difetto grave in un testo del genere ma parzialmente limato dal fatto che è disponibile online un’errata corrige.

In conclusione, Breve storia di (quasi) tutto è uno di quei libri che consiglierei un po’ a tutti, soprattutto a chi con la scienza non va tanto d’accordo: lo stile amichevole di Bryson, gli aneddoti e le curiosità mostrate probabilmente intrigheranno più di un lettore!